Il giudice Antonio Esposito assolto per l’intervista rilasciata pochi giorni dopo la condanna di Berlusconi

Assolto. Il giudice Antonio Esposito è stato assolto. La sezione disciplinare del Consiglio supremo della magistratura ha assolto Esposito che aveva  condannato in via definitiva Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Mediaset.

Ma cosa era successo ? Esposito aveva rilasciato dichiarazioni realtive alla pronuncia della sentenza di condanna per Berlusconi nell’ambito del processo Mediaset.

A causa di quell’intervista, avvenuta pochi giorni dopo la pronuncia di condanna nei confronti del Cavaliere,  ad Esposito erano state contestate tre violazioni disciplinari: il dovere di riservatezza del magistrato; l’aver reso pubbliche dichiarazioni o interviste che riguardano “soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione, ovvero trattati e non definiti”; l’aver violato una disposizione interna alla Cassazione in base alla quale a tenere i rapporti con la stampa sia il funzionario di un ufficio preposto.

Oggi sono cadute tutte le accuse.

Ecco uno stralcio dell’intervista di Esposito rilasciata nel 2013 e che potete leggere su Ilmattino.it : “Ma Antonio Esposito, settantuno anni, presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione che giovedì scorso ha letto la sentenza di condanna per Silvio Berlusconi, stavolta non è passato inosservato. Anzi, è diventato il giudice simbolo di un Paese diviso. C’è chi lo etichetta come il magistrato del pregiudizio. E chi, invece, lo descrive come un giudice sereno che non si è mai lasciato condizionare né dai nomi e cognomi degli imputati, né dalle inchieste e dai processi. Fin da quando, pretore in un paese del Cilento, Sapri, dovette subìre l’incendio della Pretura per aver mandato in carcere amministratori e speculatori che assalivano con il cemento le coste tirreniche. Oppure quando, per le sue inchieste agli inizi degli anni Ottanta, fu al centro di indagini ministeriali dalle quali poi è uscito del tutto indenne. «Solo colpevole di aver fatto sempre il mio dovere» ricorda lui. Oggi è il magistrato conosciuto in tutto il mondo. Lui con la toga che legge la sentenza e, nel giro di un minuto, fa esultare e poi deprimere il popolo del Cavaliere quando pronuncia le prime righe del dispositivo: comincia con l’«annullamento» della sentenza, ma è riferito solo alle condanne accessorie e, immediatamente dopo, prosegue leggendo l’ultima parte del dispositivo: «Rigetto del ricorso». E, quindi, la condanna per il Cavaliere.”

Red

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