“Abortire un bimbo gay è un atto di fede”, pagina omofoba e shock di Facebook

Sul social network Facebook, qualche tempo fa, è comparsa una pagina che insultava e umiliava gli omosessuali.

Ovviamente, com’era prevedibile, la denuncia ai danni del social network non ha tardato ad arrivare. La pagina, creata da un personaggio virtuale dedito alle provocazioni, è stata prontamente rimossa e ha, in pochissimi giorni, raccolto tantissimi commenti negativi, sia da parte di omosessuali che non.

Di seguito il risultato dei suoi ragionamenti, creati il 19 giugno: “Troppe, troppe persone sono state traviate dalla falsa morale dei sodomiti ma ora, grazie ai miracoli della scienza, siamo in grado di impedire tutto ciò. Sì, lo so che è tremendo abortire i poveri bimbi affetti dai geni della sodomia ma è il male minore”.

Questo è niente in confronto al resto. Gli omosessuali vengono definiti come offesa al Signore, malati, fenomeni da baraccone. Insomma, una miriade di sciocchezze senza arte né parte. La parte peggiore, però, è il fatto che, nei diversi status nei quali si articola il delirio, compare un collegamento con alcune strutture ospedaliere e ricercatori che questi millantatori si vantano di avere.

“I feti che rimangono strangolati intorno al cordone ombelicale sono sicuramente i feti di carattere omosessuale“. Inserito ed espresso il 24 giugno dall’Oms.

Oppure ancora, in riferimento ai volontari che collaborano presso le strutture cliniche italiane: “Come vi sono sembrate le istruzioni dei nostri volontari nelle cliniche? Avete deciso anche voi di espellere il germe omosessuale?”.

Per non parlare poi di alcune testimonianza false da parte di donne che avrebbero abortito per disfarsi di un “bimbo malato”: “Dopo che a mio figlio è stata diagnosticata l’omosessualità vagavo errabonda senza meta ed anelavo la morte sopra ogni cosa: meglio andare all’inferno che far corrompere gli altri bambini dal frutto del mio grembo. Dopo aver abortito il feto omosessuale sono rimasta nuovamente incinta. Mio figlio è sano, ho visto Dio, sono felice”. Felice???

La deputata Paola Concia e il presidente del’Equality, Aurelio Mancuso, dichiarano: “A mio avviso sono ravvisabili gli estremi del reato di abuso della credulità popolare – articolo 661 del codice penale – laddove si cerca di ingannare la gente rappresentando ipotesi scientificamente false e del tutto infondate, sfruttando ignoranza e suggestione. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che, a partire da queste ipotesi, c’è anche una istigazione pubblica all’aborto. Trovo semplicemente allucinanti le parole contenute in questa pagina, fuori da qualsiasi discussione civile. In questi casi, di fronte a queste affermazioni, mi metto sempre nei panni dei giovani ragazzi omosessuali , costretti a leggere queste cose. Mi chiedo cosa ne pensino di queste frasi i cattolici contrari all’aborto. Sono d’accordo con questo tipo di aborto? Da giorni riceviamo moltissime lamentele su questa pagina, che abbiamo già provveduto a segnalare a Facebook. In questo caso, si legano la questione dell’omofobia, ma anche quella dell’incitamento all’aborto. E’ un tema talmente delicato e doloroso per le donne, che non può essere usato in questi termini offensivi. Io non so se gli anonimi gestori della pagina siano realmente consapevoli di questo tremendo mix di misoginia, pregiudizio e omofobia. In un altro Paese, una pagina del genere non solo sarebbe stata solo chiusa immediatamente, ma i suoi estensori sarebbero stati perseguiti penalmente. E’ un classico esempio della necessità di estendere la legge Mancino alle persone omosessuali. Siamo di fronte ad una istigazione all’odio, che dovrebbe essere perseguita d’ufficio dalle autorità. La legge Mancino, oggi, tutela le minoranze di razza e religione differente, e non prende in considerazione l’orientamento sessuale”.

A quando la chiusura di Pontifex?

Foto|Google

Marzio Maladenti

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