Ginevra: il salone della tecnologia pulita

Il 14 marzo si sono spenti i riflettori sul palcoscenico europeo più importante per gli amanti dei motori: l‘ottantesimo salone internazionale dell’auto di Ginevra. Un teatro di tecnologia e design che ha catturato più di 700.000 visitatori.


Nelle prossime righe ho deciso di raccontarvi un Salone ricco di tecnologia e prestazioni dove la praticità, il lusso e l’esclusività si uniscono all’animo ecologista.

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Audi A1: il lusso si da la scossa
L’Audi ci riprova a conquistare in segmento delle compatte con la nuova A1 e con l’obiettivo di spodestare nelle vendite Mini e Mito. Nello stand era esposta la versione ecologica e-tron con un motore elettrico da 102 cv che garantiscono uno scatto da fermo a 100 orari in 10,2 secondi e spingono l’auto ad una velocità massima superiore ai 130 km/h.
Un pack di batterie agli ioni di litio fornisce l’energia necessaria a far muovere la vettura in modalità totalmente elettrica (ad emissioni zero), mentre un piccolo motore rotativo Wankel da 250 cc funge da “range extender”. Lavorando costantemente al regime ottimale di rendimento (5.000 giri), il monorotore Wankel da 20 cavalli ricarica le batterie assicurando una autonomia di circa 600 chilometri. Grazie a questo abbinamento, alla frenata rigenerativa e ai sistemi ausiliari (servosterzo, clima, riscaldamento) concepiti per assorbire poca energia, il consumo della A1 elettrica si attesta a meno di 2 litri ogni 100 chilometri, con emissioni di CO2 pari a 45 g/km.

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Alfa Giulietta e Fiat Doblò Turbo Gpl: l’Italia mette il turbo
Sarà per le dichiarazioni di dell’a.d. Marchionne, per il chiacchierato ritorno nel mercato americano, ma il Gruppo Fiat ha dimostrato grande verve nella chermesse ginevrina.
Il biscione con la nuova Giulietta ha evocato il vero spirito Alfa, un po’ troppo assente negli ultimi anni. Un nome di un modello leggendario, indimenticabile non poteva essere abbinato a motori tutti turbocompressi ed Euro 5. Alla base della gamma a benzina c’è il 1.4TB da 120 CV, affiancato dal 1.4TB MultiAir da 170 CV, mentre per i diesel si può scegliere fra il 1.6 JTDM da 105 CV e il 2.0 JTDM da 170 CV, entrambi appartenenti alla seconda generazione dei propulsori JTDM. Al vertice troviamo il 1750 TBi da 235 CV, in allestimento Quadrifoglio Verde.
In casa Fiat invece ho trovato il nuovo Doblò Natural Power, equipaggiato  con il 1.4 16v turbo T-JET a (benzina e metano) a conferma dell’indiscussa leadership mondiale di Fiat nel campo delle vetture e dei veicoli di primo impianto a doppia alimentazione benzina/metano (OEM), la rinnovata Bravo con il propulsore 1.4 Multiair da 140 CV e sistema Start&Stop di serie, ma il vero interesse era per il motore bicilindrico TWIN-AIR da 85 CV che debutterà sula 500 il prossimo settembre. Capostipite di una nuova famiglia di propulsori bicilindrici di FPT – Fiat Powertrain Tecnologies, il propulsore impiega il rivoluzionario sistema Multiair abbinato ad una fluidodinamica specifica ed ottimizzata per il massimo rendimento di combustione. Inoltre, frutto dell’estremizzazione del concetto di “downsizing” e di una sapiente messa a punto della meccanica di base, la nuova famiglia – con prestazioni comprese tra i 65 e i 105 CV – assicura fino al 30% in meno di emissioni di CO2 rispetto ad un motore di pari prestazioni

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Renault Megane C-C: cresce la famiglia Megane
Dopo la coupè 3 porte, la station wagon SporTour, la Scenic e la XMod arriva la versione Coupè Cabriolet della Megane. Caratterizzata, ancora una volta, dal tetto ripiegabile in vetro, porta al debutto l’innovativo cambio sequenziale EDC a doppia frizione che poi sarà esteso su tutte le vetture della Casa. La linea è indubbiamente molto personale, soprattutto nella parte posteriore arricchita da i fari a LED. L’elemento caratteristico del modello resta il tetto in vetro che offre una superficie vetrata trasparente di 0,47 metri quadri e scompare nel bagagliaio in 21 secondi. Quando si viaggia in modalità cabriolet, a 90 km/h entrano in funzione i deflettori d’aria posizionati dietro i poggiatesta posteriori, per ridurre le turbolenza aerodinamiche e far viaggiare gli occupanti nel massimo comfort. Per quanto riguarda le motorizzazioni, la vettura sarà disponibile con i propulsori a benzina 1.6 16V da 110 CV, 1.4 TCe da 130 CV e 2.0 16V da 140 CV, mentre l’offerta dei diesel sarà composta dai motori 1.5 dCi da 110 CV, 1.9 dCi da 130 CV e 2.0 dCi da 160 CV.

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Peugeot SR1: due motori per quattro ruote sterzanti
Quattro ruote sterzanti, 313 CV e trazione integrale… no, non stiamo parlando di una ipervitaminizzata giapponese e di una tedesca, ma una “tranquilla” Peugeot che a quanto pare volta pagina a incominciare dalla linea. Gli elementi nuovi riguardano prima di tutto le proporzioni e il frontale, con fari protesi all’indietro, ma lateralmente e una calandra prominente. Elegantissimo il gioco di luci tra passaruota, parafanghi e montanti ed intriganti anche le “unghiate” nella parte laterale sul cofano motore.
Innovativi i gruppi ottici a LED e  il carbonio della carrozzeria in un sol pezzo appoggiata su un telaio tubolare, una soluzione più da vettura da corsa che di serie, ma che fa risparmiare peso e offre grande libertà nelle forme. Particolare anche l’abitacolo in colore dark, con la plancia divisa in due (molto avvolgente per il pilota, per la massima praticità e libertà di movimento quella del passeggero) e un posto posteriore ausiliario tanto che Peugeot definisce la SR1 una 2+1. Originale anche il vano ricavato per l’orologio da polso che è stato disegnato apposta dalla Bell&Ross e realizzato con inserti di alluminio fresato.

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Citroen DS3 Raging: il cavallo pazzo
Citroen DS3 Raging è la versione pistaiola della prima DS del terzo millennio, un marchio storico che Citroen ha riproposto come top di gamma in ogni segmento. La piccolo cavallo pazzo è una sportiva tout-court, senza mezzi termini, ispirata alla storia Citroen nel Mondiale Rally WRC che annovera 6 titoli piloti con il “cannibale” Sébastien Loeb e 5 allori costruttori.Si parte dal motore, derivato dal 1.6 quattro cilindri turbo THP da 155 cavalli che spremuto dagli ingegneri ulteriormente genera ben 200 cavalli e 275 Nm da 2.500 a 4.000 giri. Oltre al turbo, sono stati rivisti sia la centralina elettronica che l’impianto di scarico, che beneficia di tubi e terminale specifici. Di pari passo con le prestazioni, aumenta anche la raffinatezza del telaio. La carreggiata anteriore e posteriore è stata ampliata di 30 mm, per “incollare” letteralmente il veicolo alla strada. L’assetto è stato abbassato di 15 mm. Gli ammortizzatori anteriori e posteriori sono stati sottoposti a regolazioni specifiche, per la gestione della potenza. Rivisto anche lo sterzo adattato al temperamento sportivo della vettura, e diventa ancora più preciso.
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Nuova Nissan Leaf: nel 2010 in Italia
L’ultimo stand visitato è stato quella della Nissan perché incuriosito dalla prima auto totalmente elettrica a zero-emissioni che per la Casa sarà un punto focale della prossima strategia di marketing, Sebbene si stimi “un periodo di rodaggio necessario per giungere alla commercializzazione su larga scala nel 2012″, come ha spiegato Andrea Alessi, Amministratore Delegato di Nissan, per quest’anno si punta a vendere 250 pezzi, mentre per dal 2011 in poi i volumi di vendita dovrebbero attestarsi a 350 unità al mese per un totale di 4.200 immatricolazioni l’anno. La nuova Nissan Leaf è una due volumi con una personalissima linea da city car. Ha un motore elettrico da 109 cavalli che le permette di raggiungere una velocità massima di 140 Km/h. La batteria si ricarica in poco più di mezzora dalle colonnine apposte per la ricarica rapida e garantisce un’autonomia di 160 chilometri.

di Cristiano Balbis

Red

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