ROMA – Cancellata una rassegna di film gay alla Sapienza

Il Magnifico Rettore della Sapienza ha deciso: niente rassegna di film gay nei locali universitari. E le associazioni lgbt urlano indignate.

Si doveva intitolare Queer in Action la rassegna cinematografica a tematica omo e transgender ospitata nei locali della Sapienza di Roma. Il Rettore però non ha voluto concedere l’autorizazzione, facendo così insorgere i rappresentanti delle comunità omosessuale che hanno ritenuto inaccettabile la decisione che va contro l’adozione di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna di atteggiamenti e comportamenti omofobici. Si discute tanto, ma il Rettore, Luigi Frati, cosa dice in proposito? Dice che non c’è alcuna discriminazione e che ha dovuto prendere questa decisione per evitare disordini minacciati da gruppi universitari di estrema destra. E quindi, cede al ricatto dei fascisti? A tal proposito, parla Aurelio Mancuso: “La rassegna, patrocinata dalla Provincia di Roma è stata cancellata adducendo la possibilità di attacchi omofobi da parte di gruppi dell’estrema destra capitolina. In verità, non vi è stato alcun segnale di questo tipo. La rassegna doveva iniziare domani, era stata resa nota da tempo senza che vi siano state reazioni negative. Le associazioni organizzatrici hanno lanciato una raccolta di firme ma non si può accettare che per supposti e infondati timori di attacchi omofobi si cancelli una rassegna cinematografica a tematica lgbtqi: così facendo si fa vincere proprio chi ritiene di doverci discriminare nella nostra dignità“. Ma il Rettore continua a controbattere: “Se vado a casa di qualcuno chiedo il permesso. Io non ho mai autorizzato questa manifestazione, non ho cambiato idea. Oltretutto è un’associazione non universitaria e mi pongono un problema: aprire l’ateneo anche agli estranei. Per farlo il senato accademico si deve esprimere. Visto che è una rassegna cinematografica, chiedano la Casa del Cinema. Non sono un ente commerciale, né sono Piazza Navona o Piazza del Popolo. Nessuna intolleranza o discriminazione nei confronti dei gay. Domani incontrerò il senato accademico che si pronuncerà in via generale su quali sono i presupposti e le condizioni per concede autorizzazioni agli esterni“.

Fonte|REPUBBLICA
Foto|Google

Lo zio Nico

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