Tuttouomini vs. AIDS – La storia di Keith Haring

Chiamava la sua omosessualità promiscuità. Ed è stata proprio la sua promiscuità a essere la causa dell’AIDS di uno dei più grandi pittori e writer statunitensi del Novecento.

Keith Haring ama il seso. Ama scopare e lo fa con tutti quelli a cui piace farlo. Lo fa per tutti gli Anni Sessanta-Ottanta. La New York gay è ai suoi piedi: palestrati, orsi, uomini maturi, più giovani, neri, bianchi… Lo fa con la gente di strada e con gli intellettuali. L’unica fedeltà che accetta e pratica è quella che nutre per l’arte. L’unica cosa, a parer suo, capace di trasformare il mondo e di nobilitare l’anima dell’uomo. Arriva ovunque grazie all’arte. Arriva fino a Tokyo, dove apre un Pop Shop ed è appunto durante l’inaugurazione di questa struttura che farà un discorso che si dimostrerà quantomeno premonitore dei tempi che verranno.

Nella mia vita ho fatto un sacco di cose, ho guadagnato un sacco di soldi e mi sono divertito molto. Ma ho anche vissuto a New York negli anni del culmine della promiscuità sessuale. Se non prenderò l’Aids io, non lo prenderà nessuno“.

Succede. Keith Haring scopre di avere l’AIDS qualche mese più tardi ed è un tuffo al cuore e avvisa chiunque gli stia vicino: qualche vecchio amico di Reading, la sua città natale; le sue sorelle; alcuni amici che disegnano fumetti; compagni dell’Ivy School con i quali si sente ancora in contatto e qualche amante di San Francisco, che vive ancora a Castro…

Alla fine, è costretto a dirlo al mondo intero. Lo fa sulla visita che più si avvicina al suo mondo: ROLLING STONE. A loro, rilascia un’intervista nella quale dichiara di essere affetto dal virus dell’HIV. Ma la malattia non gli impedisce di continuare a lavorare e nel 1989, è ancora a lavoro vicino alla Chiesa di Sant’Antonio abate di Pisa, dove firma il murales TUTTOMONDO, dedicato alla pace universale. Poi, fonda la Keith Haring Foundation che si occuperà dei bambini malati di AIDS.

E’ una morte prematura la sua. Ha solo 31 anni, il 16 febbraio 1990.

Una morte meno chiassosa per lo sregolato Keith Haring… ma che pesa.

Foto|Google

Lo zio Nico

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