Calcio e stile: uno sguardo al look delle icone della Champions League
Il calcio si gioca sul campo, ma da anni si racconta anche fuori. Tagli di capelli, abiti firmati, campagne pubblicitarie con le grandi case di moda: le stelle della Champions League sono diventate icone di stile, seguite da milioni di persone per quello che indossano quasi quanto per i gol che segnano. Ma capelli biondi o chiome raccolte non condizioneranno comunque le valutazioni degli esperti del pallone e delle scommesse sulla Champions League, puntualmente incentrate sulle classiche big e sui cannonieri più chiacchierati. Ma per chi guarda al calcio anche come fenomeno culturale, il look dei campioni dice molto.
Haaland, addio al codino
La notizia di stile dell’estate l’ha data Erling Haaland. Alla vigilia del debutto del Manchester City in Premier League, ad agosto 2026, il centravanti norvegese ha tagliato i lunghi capelli biondi che portava raccolti in un codino, passando a un taglio cortissimo, quasi militare. Un ritorno al look dei tempi del Salisburgo e dei primi mesi al Borussia Dortmund.
Il cambiamento è stato documentato in un video sul suo canale YouTube, che al 24 agosto contava 2,5 milioni di visualizzazioni, mentre il post su Instagram aveva superato i 18 milioni di like. Nel filmato Haaland mostra il nuovo taglio in videochiamata a diversi amici famosi, da Zlatan Ibrahimović a Pep Guardiola, che ha scherzato: «Sei fortunato ad avere i capelli, vorrei averli anche io». Il norvegese ha spiegato che l’idea gli era venuta dopo i Mondiali. Il debutto con la nuova testa, un 2-1 al Bournemouth, è arrivato senza gol, ma in Champions ha rimediato subito: l’8 settembre ha firmato la doppietta dello 0-2 sul campo del Porto.
Mbappé e Dior
Se Haaland ha scelto la semplicità, Kylian Mbappé è da anni il volto dell’eleganza francese. Ambasciatore di Dior dal dicembre 2021, rappresenta la linea Dior Men e la fragranza Sauvage ed è stato protagonista della campagna per la collezione uomo Summer 2026, la prima firmata dal direttore creativo Jonathan Anderson, che lo ha definito «la voce di una generazione».
Bellingham, l’inglese in completo
Compagno di squadra di Mbappé al Real, Jude Bellingham ha costruito un’immagine più classica. Dall’agosto 2024 è Friend of the House di Louis Vuitton e ha prestato il volto alla campagna formalwear della collezione uomo primavera-estate 2026, oltre alla pre-collezione ambientata nella campagna inglese. Completi sartoriali, cappotti lunghi e un’estetica sobria: il centrocampista inglese incarna un’idea di stile meno appariscente rispetto a quella di molti colleghi. La presentazione ufficiale Louis Vuitton della Spring-Summer 2026 Pre-Collection indica infatti Jude Bellingham come Friend of the House e volto della collezione. È una conferma concreta di come il rapporto tra calciatori e maison non si limiti alla presenza agli eventi, ma entri direttamente nella comunicazione delle linee moda.
Dembélé, Vinícius e gli altri
Il Pallone d’Oro 2025 Ousmane Dembélé ha firmato a maggio 2026 con Zegna, diventando il primo calciatore professionista ambasciatore globale della maison italiana. Il 30 maggio, nella finale di Budapest, il francese ha segnato su rigore al 65′ il gol dell’1-1 contro l’Arsenal, prima del successo del PSG ai tiri dal dischetto.
Poi c’è Vinícius Júnior, ambasciatore globale della fragranza Boss Bottled Beyond, con campagne che lo affiancano a volti del cinema e della musica. Profili diversi, che raccontano come ogni campione scelga un’identità precisa anche fuori dal campo.
Più di una semplice immagine
Che indossino un cardigan crochet, re della primavera 2026, o un comodo pantalone di lino, o ancora un vestito elegante, per le case di moda questi accordi hanno un valore enorme: un calciatore di primo piano porta con sé una platea globale che nessuna celebrità tradizionale riesce a raggiungere con la stessa costanza. Per i giocatori, invece, lo stile è diventato parte del personaggio, un modo per farsi riconoscere anche quando la maglia resta nell’armadietto. Il taglio di Haaland lo dimostra: una sforbiciata è bastata per far parlare di lui milioni di persone, prima ancora di un gol.

