I Cesaroni Il ritorno: cast, trama, streaming, quante puntate sono
Su Canale 5, in prima serata, torna la nuova effervescente stagione de “I Cesaroni – Il ritorno”, una coproduzione RTI-Publispei, prodotta da Verdiana Bixio e scritta da Giulio Calvani, Federico Favot e Francesca Primavera.
La serie, composta da dodici episodi, ambientata nel quartiere romano della Garbatella, è diretta e interpretata da Claudio Amendola. Sono passati dieci anni: Giulio Cesaroni (Claudio Amendola) si dedica alla famiglia, gestendo con impegno la casa e mantenendo vivi i legami con gli amici di sempre, come Stefania (Elda Alvigini) e Walter Masetti (Ludovico Fremont). Walter miglior amico di Marco Cesaroni (Matteo Branciamore) fin dai tempi del liceo, ora lavora come cameriere nella storica bottiglieria di famiglia.
La famiglia si è allargata: insieme a Rudi (Niccolò Centioni), Mimmo (Federico Russo) e Marco, che convive con la nuova compagna Virginia (Marta Filippi); c’è Adriano (Pietro Serpi), il figlio di Marco e Virginia e da New York arriva Marta (Valentina Bivona), figlia di Marco ed Eva. Nonostante tutto sembri andare bene, c’è un problema: la bottiglieria storica è in crisi finanziaria e rischia di essere venduta all’asta, anche a causa delle manovre nascoste del fratello di Giulio, Augusto (Maurizio Mattioli).
Nel cast si aggiungono due personaggi nuovi: Carlo (Ricky Memphis), padre di Virginia e suocero di Marco, un uomo forte e fuori dagli schemi, e Livia (Lucia Ocone), un personaggio eccentrico che aiuterà la famiglia a salvare la bottiglieria.
Inoltre, entrano nella storia Andrea Arru nel ruolo di Olmo, un ragazzo neuro divergente, e Chiara Mastalli che interpreta sua madre, Ines, con cui Mimmo avrà una complicata relazione.
Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, nei panni di loro stessi, saranno le guest star assolute di questa nuova stagione in ruoli che si integrano perfettamente con la trama della serie. Bonolis interagirà con Giulio Cesaroni all’interno della bottiglieria, creando un momento autentico e coinvolgente che arricchisce la storia. Rovazzi, invece, farà la sua comparsa nel contesto musicale della serie, lavorando insieme a Marco Cesaroni, che ora è produttore musicale, e sta lavorando al suo disco. Questi camei portano freschezza e attualità alla narrazione mantenendo il legame con la cultura pop attuale e creando momenti di interazione tra personaggi storici e nuove influenze musicali e televisive.
Se è vero che per un regista ogni lavoro è come un figlio, “I Cesaroni”, per me, sono molto di più. Sono padre e madre, fratello e sorella, figli e nipoti… insomma, per me sono Famiglia.
Dopo più di dieci anni sono rientrato nei panni di Giulio (panni che non avevo mai smesso del tutto) e subito mi sono riconosciuto, mi sono sentito comodo, a mio agio con la parannanza, capace di maneggiare “pentole e bicchieri”, e più buono. Eh si, perché Giulio è proprio una brava persona, con i suoi difettucci, ma fondamentalmente è un uomo buono. E anche il vuoto immenso che si porta dentro per la perdita di Cesare non lo ha indurito o cambiato, lo ha reso un po’ malinconico, e ogni tanto triste, e, in quei momenti, ecco che quella famiglia caciarona e incasinata corre in suo aiuto. Perché i Cesaroni si aiutano e si stringono forte quando qualcuno ha bisogno di un abbraccio. È sempre stato così e così sarà sempre.
Dirigere questa serie è stato emozionante, divertente, faticoso, commovente, difficile e facile allo stesso tempo, una girandola di emozioni con una stella polare a indicare la strada: non tradire la storia dei Cesaroni, cercare di ridare al pubblico quella sensazione di familiarità e di riconoscibilità che sono state la grande forza di questa piccola saga familiare.
Un pensiero particolare va alle attrici e agli attori, vecchi e nuovi. Matteo, Niccolò, Federico, Ludovico, Elda e Maurizio li ho ritrovati con i personaggi in tasca, come se anche loro non avessero mai smesso i panni di Marco, Rudi, Mimmo, Walter, Stefania e Augusto; è bastato un piccolo “reset” ed erano lì, come se il tempo non fosse passato, esattamente come sarebbero diventati i loro personaggi. Bellissimo.
Entrare in una serie come “I Cesaroni” non è facile, non basta essere bravi attori, ci vuole consapevolezza, ironia, spirito di squadra, e un pizzico di incoscienza, ma soprattutto io avevo bisogno di amici, di persone che mi volessero bene e alle quali io volessi bene, e siccome parliamo di famiglia oserei dire di una sorella e di un fratello. Lucia e Ricky sono esattamente questo, sapevo di poter contare sulle persone oltre che sui professionisti. E non mi sbagliavo, Livia e Carlo sono Cesaroni nati, due personaggi che sembrano esserci sempre stati, degni compari di Giulio e prontissimi a imparare il “Metodo Cesaroni”. Grazie.
Marta, Valentina, Andrea, Chiara e Pietro danno vita a nuovi personaggi che conosceremo nella serie, e anche per loro vale il discorso fatto in precedenza, complimenti per come sono riusciti a “cesaronizzarsi” e grazie per l’impegno e la dedizione.
Virginia, Marta, Olmo, Ines e il piccolo Adriano entreranno nel cuore del pubblico da subito con le loro speranze, i loro guai e le loro avventure.
E’ stata una bellissima avventura, condivisa con la “mia”troupe, gli autori tutti, Verdiana Bixio e la Publispei che mi ha supportato e sopportato, così come Mediaset e Canale 5. Tutti sulla stessa barca pronti a prendere il vento e spiegare le vele.
Voglio chiudere queste riflessioni con un pensiero su Antonello Fassari. Quando sono entrato nella bottiglieria per il primo giorno di riprese in quell’ambiente, ho sentito chiara – e quasi fisica – la sua presenza… sono sicuro che in qualche modo mi sia venuto a salutare e a darmi una pacca sulla spalla, come a dire: “Daje Clà, io sto qua, nun te preoccupà”.

