Adescamento sulle app gay di dating: cosa è emerso e l’indagine di Arcigay
Le oltre 1.500 risposte raccolte al sondaggio della campagna “Quello spazio è nostro” hanno disegnato una fotografia chiara, preziosa e a tratti allarmante della percezione di sicurezza sulle dating app. Vogliamo condividere con te i risultati più significativi.
COSA È EMERSO?
Innanzitutto, una percezione diffusa di rischio: per la maggioranza delle persone intervistate, le app di incontri sono considerate abbastanza o molto pericolose. Il fenomeno dell’adescamento non è un’ipotesi lontana: quasi tuttə ne hanno sentito parlare o conoscono qualcuno che ne è stato vittima.
Arriviamo alle precauzioni più comuni: la comunità ha sviluppato alcune strategie di autodifesa, piccoli accorgimenti per evitare situazioni pericolose. Ad esempio, avvertire gli amici prima di un incontro, comunicando loro eventualmente il luogo in cui l’incontro si tiene, oppure chattare a lungo per conoscere la persona. È utile per molti chiedere foto, numero di telefono o contatti social per una verifica incrociata.
Un avvertimento importante su un luogo “insicuro“: dalle risposte è emersa una pratica da rivalutare con estrema cautela. Molte persone indicano “incontrare solo a casa mia” come precauzione. È fondamentale ricordare che il proprio domicilio è sicuro solo se non si è solə. Una persona che vive da sola e in una zona isolata può diventare un bersaglio ideale. La sicurezza aumenta esponenzialmente con coinquilinə presenti o vicinə allertabili.
La ricetta della prudenza: la conversazione. Il consiglio più ripetuto è semplice e importante: comunicare. Conoscersi, fare domande, creare una conversazione significativa è la barriera più efficace contro le intenzioni maligne.
Dalle risposte che abbiamo raccolto possiamo anche stilare una sorta di identikit dell’approccio sospetto: il malintenzionato parla poco di sé, dà poche informazioni, non ha foto profilo o ha foto false o sfocate, mostra scarso interesse per conversazioni lunghe ma grande insistenza per un incontro immediato, spesso in luogo isolato. Infine, molte persone segnalano come sospette le richieste di denaro, gli approcci troppo diretti o i riferimenti a sostanze stupefacenti: un dato ricorrente che però dobbiamo evitare di generalizzare, perché non diventi uno stigma verso alcune categorie.
Questi dati sono un punto di partenza importantissimo: li useremo per creare un toolkit concreto basato sulle esperienze della comunità, per avviare un dialogo con le piattaforme e per diffondere consapevolezza all’interno e all’esterno della comunità.

