Roberto Savi Banda Uno bianca: età, altezza, condanna, vita privata

Roberto Savi: Chi è il leader della Banda della Uno Bianca? Età, Altezza, Condanna e Vita Privata

La storia criminale italiana è segnata in modo indelebile dalle azioni della Banda della Uno Bianca, un gruppo che tra il 1987 e il 1994 ha seminato il terrore tra Emilia-Romagna e Marche. Al vertice di questa organizzazione c’era Roberto Savi, un uomo dalla doppia vita: poliziotto di giorno e spietato criminale di notte.

In questo articolo analizzeremo i dettagli biografici, la carriera criminale e la situazione attuale di Roberto Savi.

Chi è Roberto Savi: Biografia e Identikit

Roberto Savi è nato a Forlì il 19 maggio 1954. Oggi ha 71 anni (dato aggiornato al 2025).

Nelle cronache dell’epoca e nei rapporti di polizia, Roberto era spesso identificato con il soprannome “il Corto”, per distinguerlo dal fratello Fabio, soprannominato “il Lungo”. Sebbene non vi siano dati antropometrici ufficiali (come l’altezza esatta in centimetri) pubblicamente diffusi nei database civili, il contrasto fisico con il fratello Fabio è rimasto un elemento distintivo nei verbali degli investigatori Baglioni e Costanza, i poliziotti che riuscirono a incastrarli.

La carriera in Polizia

Prima dell’arresto, Roberto Savi prestava servizio presso la Questura di Bologna con il grado di assistente capo. La sua posizione all’interno delle forze dell’ordine gli permise, per anni, di conoscere le procedure operative e di sviare le indagini, rendendo la banda apparentemente inafferrabile.

La Banda della Uno Bianca: i crimini

Sotto la guida di Roberto, la banda (composta in gran parte da poliziotti e dai fratelli Alberto e Fabio Savi) si rese responsabile di una scia di sangue impressionante:

  • 24 morti;

  • 102 feriti;

  • 103 azioni criminali (rapine, assalti e omicidi).

Il gruppo utilizzava quasi esclusivamente delle Fiat Uno di colore bianco, facili da rubare e mimetizzare nel traffico cittadino dell’epoca.

La Condanna e la detenzione

Roberto Savi è stato arrestato il 21 novembre 1994. Durante i processi che seguirono, la sua figura emerse come quella di un ideologo freddo e calcolatore.

La sentenza

Roberto Savi è stato condannato all’ergastolo. A differenza di altri membri della banda o di altri detenuti eccellenti, Savi non ha mai ottenuto benefici penitenziari significativi (come la semilibertà o i permessi premio), poiché i giudici di sorveglianza hanno più volte ribadito la mancanza di un reale percorso di ravvedimento e la perdurante pericolosità sociale.

Dove si trova oggi?

Dopo aver trascorso molti anni nel carcere di Cagliari (Uta), alla fine del 2024 e l’inizio del 2025 è stato trasferito presso il carcere di Milano-Bollate. In questa struttura sconta la pena insieme al fratello Alberto, una decisione che ha sollevato forti polemiche da parte dell’Associazione Familiari delle Vittime.

Vita Privata e Famiglia

La vita privata di Roberto Savi era, all’apparenza, quella di un irreprensibile impiegato statale.

  • Matrimonio: Roberto era sposato e conduceva una vita ordinaria a Bologna. La moglie dichiarò in seguito di essere stata completamente all’oscuro della sua attività criminale.

  • I Fratelli: La banda era un affare di famiglia. Oltre a Roberto, ne facevano parte Fabio Savi (l’unico non poliziotto) e Alberto Savi (anch’egli poliziotto).

Nonostante i tentativi di richiedere la grazia o sconti di pena nel corso degli anni, Roberto Savi rimane uno dei simboli più oscuri della cronaca nera italiana, rappresentando il tradimento estremo della divisa al servizio del crimine.

Massimo Lupo

Massimo Lupo è lo storico autore di Tuttouomini.it Si occupa principalmente di news di gossip e celebrity. E' laureato in Lettere moderne.