Intervista con Richard Gadd di Half Man:”Mi definisco bise*suale perché questo aiuta le persone a capirmi”
Dopo lo sbalorditivo successo globale di Baby Reindeer, Richard Gadd torna sul piccolo schermo con un’opera ancora più ambiziosa e viscerale: Half Man. Co-prodotta da HBO e BBC, la miniserie in sei episodi ha debuttato su HBO Max nell’aprile 2026, confermando Gadd come una delle voci più coraggiose e tormentate della serialità contemporanea.
La Trama: trent’anni di legami indissolubili
La serie segue la vita di Niall e Ruben, due amici che sono “fratelli per scelta” piuttosto che per sangue. Il loro legame nasce dal trauma e dalle circostanze avverse della giovinezza: uno è feroce e protettivo, l’altro timido e introverso.
La narrazione si sviluppa su un arco temporale di trent’anni, oscillando tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. Il catalizzatore della storia è il matrimonio di Niall, dove Ruben si presenta visibilmente scosso e diverso dal solito. Un improvviso atto di violenza rompe l’equilibrio, costringendo entrambi a confrontarsi con i segreti del loro passato e con la fragilità di una maschilità costruita sul dolore.

Un Cast di Eccellenza
Oltre a Richard Gadd, che firma anche la sceneggiatura, la serie vanta un cast internazionale di alto livello:
Jamie Bell: (indimenticabile Billy Elliot), che offre una performance fisica ed emotiva straordinaria.
Stuart Campbell e Mitchell Robertson: che interpretano i protagonisti nelle diverse fasi della vita.
Nel cast figurano anche volti noti come Amy Manson e Anjli Mohindra, insieme a una schiera di esordienti che donano alla serie un realismo crudo.
Perché è la serie del momento?
Half Man non è una visione facile, ma è necessaria. Ecco i punti chiave che la rendono un cult istantaneo:
L’esplorazione della maschilità: la serie scava nelle dinamiche maschili senza filtri, analizzando come la fratellanza possa trasformarsi in una prigione o in una salvezza.
Regia e Atmosfera: diretta da Alexandra Brodski ed Eshref Reybrouck, la serie utilizza una fotografia sporca e suggestiva che cattura perfettamente il passaggio del tempo e l’asprezza del setting britannico.
Temi Universali: nonostante la specificità della storia, i temi del trauma intergenerazionale e del perdono risuonano con una forza universale.
Intervistato da Hollywood Reporter, Gadd ha dichiarato:
“Bisessuale è il modo più semplice per spiegarlo alle persone, ma anche così, sento di avere un’inquietudine riguardo alla sessualità, quasi una confusione o un atteggiamento in continua evoluzione nei suoi confronti”. “In qualsiasi aspetto della vita, che si tratti di sessualità o altro, rendersi conto di essere rinchiusi in una scatola non porta necessariamente a un senso di pace eterna. Mi definisco bisessuale perché questo aiuta le persone a capirmi. Non mi dà un senso di appagamento. Non scrivo per comunità specifiche. Scrivo per l’individuo che lotta. E questo è ciò che conta di più per me: le persone che si sentono disconnesse, lasciate indietro.”
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