Chi è Antonino Pizzolato: età, altezza, peso e la condanna per stupro
Antonino Pizzolato (detto Nino) è un sollevatore di pesi italiano, noto per aver vinto due medaglie di bronzo olimpiche: una a Tokyo 2020 (nella categoria 81 kg) e una a Parigi 2024 (nella categoria 89 kg).
Ecco i suoi dati personali e i dettagli relativi alla recente vicenda giudiziaria che lo riguarda:
Dati personali e fisici
Età: Nato il 20 agosto 1996 a Castelvetrano (Trapani), ha 29 anni (compirà 30 anni ad agosto 2026).
Altezza: 1,74 m (alcune schede storiche riportano 1,80 m, ma i dati ufficiali della Federazione e del CONI per le ultime Olimpiadi indicano 1,74 m).
Peso: Gareggia nella categoria degli 89 kg (in passato ha gareggiato anche negli 81 kg e 85 kg).
La condanna in primo grado per violenza sessuale
Il 6 luglio 2026, il Tribunale di Trapani ha condannato in primo grado Antonino Pizzolato a 5 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.
I fatti risalgono al 22 luglio 2022 e si sono svolti a Trapani. Secondo la ricostruzione processuale:
La vittima è una turista finlandese di 27 anni che si trovava in vacanza. Dopo aver cenato e passato la serata in un locale, la ragazza è rimasta sola con l’atleta e altri tre giovani (Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì).
Approfittando dello stato di alterazione della giovane dovuto all’alcol, i quattro l’hanno condotta in un residence dove l’hanno costretta a subire rapporti sessuali contro la sua volontà. Gli abusi sono terminati solo quando la ragazza, in lacrime, ha chiesto di essere riportata in albergo. Il mattino seguente ha sporto denuncia ai Carabinieri.
Insieme a Pizzolato, anche gli altri tre imputati sono stati condannati alla medesima pena (5 anni e 4 mesi), a fronte di una richiesta iniziale della Procura che era stata di 10 anni di carcere. La pubblica accusa ha sottolineato che durante il processo non è emerso alcun elemento a prova di un presunto consenso. I difensori degli imputati hanno invece sostenuto la tesi che la ragazza fosse consenziente.
Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto per gli imputati l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

