Chi è Soter Mule: età, altezza e condannato per l’omicidio colposo di Paola Caputo

Soter Mulè è un ingegnere romano oggi intorno ai 50 anni, diventato tristemente noto per essere stato condannato in via definitiva per l’omicidio colposo di Paola Caputo, una giovane donna morta durante un gioco erotico nel 2011. La vicenda, che ha sconvolto l’opinione pubblica italiana, è tornata prepotentemente alla ribalta con la nuova serie true‑crime Belve Crime condotta da Francesca Fagnani, in cui Mulè rompe il silenzio dopo anni di mutismo.

Chi è Soter Mulè (età, profilo)

Soter Mulè è nato a Roma e al momento della morte di Paola Caputo nel 2011 era un ingegnere affermato, con un lavoro stabile e un profilo “da uomo normale” che ha reso ancora più shockante lo sviluppo della storia. Considerando che la vicenda è del 2011 e che oggi ne parla in tv come un uomo di mezza età, la sua età è stimabile intorno ai 48–52 anni (nato presumibilmente tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80).

Non esistono dati ufficiali su un’altezza precisa, ma nelle ricostruzioni giornalistiche e nelle immagini televisive lo si descrive come un uomo di statura media, di aspetto ordinato e curato, coerente con l’immagine di professionista “borghese” che ha contribuito alla forte presa mediatica del caso.

Il caso Paola Caputo

Paola Caputo era una studentessa pugliese di 24 anni, morta la sera del 9 settembre 2011 in un garage dell’Agenzia delle Entrate a Roma, dove lei e Mulè si erano ritrovati per una sessione di gioco erotico con bondage. Secondo la ricostruzione giudiziaria, la ragazza morì a seguito di un’asfissia meccanica durante un gioco sessuale che sarebbe sfuggito di mano, anche se la vicenda fu per anni al centro di polemiche e dibattiti sul tipo di condotta e sulle responsabilità penali.

Dopo anni di processi e gradi di giudizio, Soter Mulè è stato condannato in via definitiva per omicidio colposo a 3 anni e 6 mesi di reclusione, pena che ha poi scontato in parte anche con misure alternative come il lavoro di pubblica utilità. I giudici hanno riconosciuto la sua posizione di responsabilità, ma non hanno ravvisato l’intenzione di uccidere, sottolineando la natura accidentale dell’evento pur contestandogli una condotta largamente imprudente.

Silenzio, ritorno mediatico e senso di colpa

Per molti anni Mulè è rimasto in silenzio, evitando di parlare pubblicamente del caso, finché ha deciso di concedere la sua prima lunga intervista in esclusiva a Belve Crime, dove si è detto ancora oggi carico di senso di colpa per non essere riuscito a salvare Paola Caputo. Le sue dichiarazioni hanno riaperto il dibattito, con chi lo vede come un uomo rovinato da una tragedia e chi, invece, ribadisce che la condanna penale resta un punto fermo della vicenda.

Se vuoi, posso trasformare questo articolo in una versione più tagliente e clickbait (titolo forte + blocchi brevi) oppure adattarlo in stile “true‑crime da newsletter” rivolto a un pubblico LGBTQ+ interessato alle dinamiche di gioco erotico, responsabilità e giustizia.

Massimo Lupo

Massimo Lupo è lo storico autore di Tuttouomini.it Si occupa principalmente di news di gossip e celebrity. E' laureato in Lettere moderne.